10/05/2013

Yukio Mishima - La Voce delle Onde

Oggi vi propongo un romanzo scritto da Yukio Mishima (1925 - 1970), uno dei massimi scrittori giapponesi:
"La Voce delle Onde".

Vi riporto di seguito la trama stampata in quarta di copertina.

Senza mai chetarsi, ora infuriata ora implacabile, la voce delle onde ci accompagna durante tutta la lettura di questo romanzo. Si tratta di una storia d'amore che sulla sponda del mare nasce e si sviluppa, raggiungendo apici di toccante e poetica spontaneità e semplicità, La vita, fatta di coraggio e di sacrificio, di un povero villaggio di pescatori giapponesi è lo sfondo per le uscite sul mare in tempesta, la pesca delle perle e i convegni d'amore dei due giovani protagonisti, Shinji e Hatsue, su al tempio di Yashiro, che dall'alto del monte domina l'Isola del canto "Uta-jima" come armoniosamente la chiamano i suoi abitanti.

Personalmente l'ho trovata un'opera molto leggera ma allo stesso tempo profonda e carica di significato. Il romanzo è abbastanza breve, circa 170 pagine, e il prezzo è adeguato (€7,50). Ve lo consiglio calorosamente.

10/03/2013

Edogawa Ranpo - Il Bruco

















Oggi vi propongo due opere, entrambe tratte da un racconto di Edogawa Ranpo (1894 - 1965). Celebre scrittore e critico letterario giapponese.Vero nome dell'autore Taro Hirai, fu principalmente uno scrittore di gialli; egli apprezzava molto gli scrittori di gialli occidentali, specialmente Edgar Allan Poe, dalla cui trasposizione fonetica deriva il suo pseudonimo.

L'opera di cui parliamo è "Il bruco" (芋虫 Imomushi - 1929); questa non ebbe molto successo anche a causa dei suoi contenuti controversi, per questo risulta difficile reperirla. Tuttavia da essa ne sono stati tratti nel 2009 un manga a puntate pubblicato successivamente in volume unico, adattato e disegnato da Suehiro Maruo
(芋虫 Imomushi in Giappone, Il Bruco in Italia) e nel 2010 un film, non ancora trasposto in lingua Italiana (キャタピラー Kyatapirā - Caterpillar), diretto da Koji Wakamatsu e interpretato da Keigo Kasuya e Shinobu Terajima, quest'ultima premiata con l'orso d'argento per la migliore attrice al Festival di Berlino.

Il manga e il film differiscono fra loro in più punti, ma la trama di fondo è pressoché la stessa.
Vi propongo la sintesi in quarta di copertina del manga:

Giappone, anni venti. Un ufficiale reduce dalla guerra, orribilmente mutilato. La giovane e bella moglie, condannata dalle convenzioni sociali a restargli accanto. Una storia di desideri e fantasmi, bellezza e orrore, eros e morte, interpretata dal segno elegante e raffinato di un maestro del manga d'autore.

Infine ecco delle immagini tratte dal manga e dal film.








10/01/2013

Il biwa

Biwa è il termine con cui si indicano i liuti piriformi giapponesi a manico corto.

Il manico, dotato di tasti, ed il corpo a forma di pera sono ricavati da un unico pezzo di legno; le corde di seta si accordano tramite dei piroli montati su una paletta quasi ortogonale al manico. Elemento caratteristico è il sawari, suono prodotto volutamente dal contatto delle corde con alcune zone dello strumento.

Importati dalla Cina al più tardi nell'ottavo secolo, i biwa sono diventati parte integrante della tradizione locale: tipico fu il loro uso da parte dei cosiddetti monaci itineranti ciechi per recitare brani di poemi epici, tra cui lo Heike monogatari, poema sulle guerre tra la famiglia Taira e Minamoto.
Fonte: wikipedia

Di seguito un brano dello Heike monogatari, Nasu no Yoichi suonato e cantato dall'artista giapponese Kumada Kahori.


9/29/2013

La Leggenda del Filo Rosso del Destino


Questa storia è considerata da molti una leggenda giapponese, ma la sua origine pare sia cinese.
La leggenda che dice che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati, il grande amore, l’anima gemella.
Le anime unite dal filo rosso sono destinate, prima o poi, ad incontrarsi. Potranno passare anni, decenni, ma prima o poi le circostanze ci condurranno a questa persona speciale: non si può sfuggire al destino. Neanche le grandi distanze temporali o spaziali potranno impedire alle due persone di incontrarsi.
Il filo rosso non potrà essere tagliato o spezzato da nessuno: il legame che simboleggia è forte, indissolubile, e niente e nessuno potrà metterlo alla prova.
La leggenda cinese racconta:
“Il giovane Wei cercò per tanto tempo una donna da sposare e con cui creare una famiglia felice, ma non ci riuscì. 
Una sera, in una locanda, incontrò un uomo misterioso che gli disse una cosa sorprendente: la figlia del governatore sarebbe stata la donna giusta per lui. 
La mattina successiva Wei incontrò, sui gradini di un antico tempio, un vecchio che leggeva un libro in una lingua incomprensibile. Incuriosito gli chiese cosa fosse. Il vecchio rispose che egli veniva dall'aldilà e che era lì per occuparsi delle faccende umane, soprattutto dei matrimoni. Disse a Wei che la sua anima gemella aveva solo tre anni in quel momento e che lui avrebbe dovuto aspettare quattordici anni prima di incontrarla.
Così Wei, curioso, si fece accompagnare al mercato per vedere la sua futura sposa. La bambina era molto povera, vestita di stracci, e questo deluse molto il giovane Wei che, accecato dalla rabbia del momento, fece colpire la bambina con un coltello tra gli occhi e continuò la sua vita, dimenticandosi di questa storia.
Passarono altri quattordici anni senza che Wei, divenuto ormai parecchio ricco, riuscisse a trovare una sposa.
Il governatore della città dove viveva gli offrì in sposa sua figlia e così, finalmente, Wei ebbe una moglie. 
La giovane copriva sempre la fronte e questo incuriosì molto il marito che le chiese il motivo. 
La ragazza gli disse che era per coprire una brutta cicatrice e spiegò che se l’era procurata da bambina quando, all'età di tre anni, un uomo cercò di ucciderla al mercato.
Così Wei capì tutta la verità: sin dalla nascita siamo destinati a qualcuno e niente e nessuno può rompere questo legame.”.